Guida pratica
Pianifica senza sorprese
La commissione sforzesca
Leonardo lavorò nel refettorio negli anni 1490 per il programma promosso da Ludovico il Moro. Trasformò un tema monastico tradizionale in una scena concentrata sull’annuncio del tradimento e sulle reazioni umane degli apostoli.
Una tecnica rischiosa
Invece di stendere pigmenti sull’intonaco fresco, Leonardo lavorò su una preparazione asciutta. Ottenne sfumature e ripensamenti, ma l’adesione risultò instabile. Le fonti storiche descrivono problemi già pochi decenni dopo l’esecuzione.
Danni e sopravvivenza
Umidità, usi impropri del refettorio, restauri invasivi e una porta aperta nella parete hanno alterato l’opera. Nel 1943 un bombardamento distrusse parte del complesso; la parete rimase in piedi grazie anche alle protezioni predisposte.
Il restauro moderno
L’intervento diretto da Pinin Brambilla Barcilon dal 1978 al 1999 rimosse materiali aggiunti, consolidò la superficie e recuperò frammenti leggibili dell’originale. Il risultato non ricrea parti perdute: rende distinguibile ciò che è sopravvissuto.